RECENSIONI
Alberto Mattioli, La Stampa
"Marco Ciaponi canta con timbro bellissimo e tecnica impeccabile le sue due arie: nei miei troppi Don Giovanni, è la prima volta che Don Ottavio risulta più applaudito del protagonista."
Opera libera
"In evidenza anche Marco Ciaponi nei panni di Mr. Ford, per il quale Salieri scrive, con ogni probabilità, alcune tra le pagine più significative dell’intera partitura. Il tenore, grazie alla duttilità di una vocalità piacevolmente timbrata, trova in questo repertorio il proprio terreno d’elezione. Prova ne sono, la compostezza del fraseggio musicale, la morbidezza del canto sul fiato e la disinvoltura con cui vengono risolte le colorature. Da sottolineare, inoltre, la luminosità del registro acuto, in particolare evidenza nella puntatura conclusiva che chiude l’aria di secondo atto."
Première Loge
"Marco Ciaponi interpreta Fadinard con grande generosità: unisce a un’apparente facilità vocale un vero talento drammatico. Compensa con finezza e naturalezza nel suo gioco scenico un personaggio che, nel libretto, ha contorni piuttosto vaghi. Sempre più assorbito dalla folle ossessione per la ricerca del cappello, che diventa quasi un fine a sé stante, il suo Fadinard esprime anche un profondo desiderio di lirismo. Questo trova forma nel grande repertorio operistico, la cui parodia si tinge talvolta di dolcezza."
La platea
"La parte del tenore, che peraltro debuttava il ruolo, è ricchissima di arie, molto complesse stilisticamente e che necessitano una vera ‘digestione’ dal punto di vista interpretativo per non risolversi con una pirotecnica esibizione che strabilia ma non racconta. Ciaponi cesella. Scolpisce le note, lucida ogni parola, impiega fiati lunghissimi senza ostentare, fugge dagli effetti di certe note caprine che hanno farcito incisioni altrui e costruisce un giovane uomo, credibile, autentico protagonista di quel salto storico che non consiste nell’abbattimento della nobiltà, ma nella sua trasformazione. Che l ‘Almaviva di Pizzi voglia essere qualcosa di dirompente lo intuiamo dal mantello rosso con cui entra in scena, una sorta di pugnalata al nitore artificioso di un mondo antico. 'Se il mio nome saper voi bramate’ è eseguita con suadente equilibrio, un vero corteggiamento in musica, con la proibitiva ottava superiore affrontata con grande sicurezza. Questo tenore da’ la sensazione di essere sempre molto contento quando canta, ma anche di affrontare un ruolo quando lo ha fatto suo e questo è un dato che arriva alla platea, che percepisce la sensazione di potersi fidare di lui. Pregio decisamente non comune, ma che la qualità della prestazione conferma, sia nelle arie solistiche che nei pezzi d’insieme, fino ad arrivare al grande scoglio di ‘Cessa di più resistere’. Aria molto complessa, irta di note altissime, passaggi perigliosi, che necessita di un ventaglio di colori amplissimo, di fiati oceanici e nella quale gli acuti si sprecano. E’ stata eseguita in modo inappuntabile, unendo tecnica e cuore ed alla conclusione il teatro esplode in acclamazioni, applausi, richieste di bis. Applaudono anche alcuni colleghi in scena e francamente non è cosa comune."
Operaclick
"Il tenore elbano, ormai una certezza nel repertorio belcantista e mozartiano, è uno dei pochi artisti odierni in grado di utilizzare la voce a fini espressivi con perizia tecnica di livello assoluto. L'esecuzione della celebre "Dalla sua pace", supportata magnificamente da Pagano, è stata un'autentica delizia per le orecchie e per l'anima: Ciaponi ha sfoggiato un canto ricchissimo di colori e dinamiche mostrando di saper passare dalla mezzavoce autentica al suono misto mantenendo sempre una timbrica stupenda. Una performance di alto livello che è stata salutata dal pubblico con una vera e prolungata ovazione."
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